29.09.2026 – Dopo oltre 25 anni di onorato servizio suor Maria Bianchetti saluta la città di Como e la mensa di solidarietà di Casa Nazareth perché chiamata a un nuovo incarico pastorale nella comunità guanelliana di Barza d’Ispra.
«Di fronte a una proposta o a un cambiamento io dico sempre di sì, quasi senza riflettere», ci aveva raccontato la religiosa guanelliana, suor Maria Bianchetti, in una lunga intervista per la rivista “Storie di Caritas” nel dicembre 2024. Così era stato nel 2000 quando lasciò il suo Brasile per trasferirsi a Como e così sarà tra pochi giorni quando saluterà la comunità guanellina di Como e la mensa di solidarietà dopo oltre venticinque anni di onorato servizio: prima nella mensa di via Tomaso Grossi e, dal 2021, a Casa Nazareth.
Molte delle persone con cui ha condiviso il suo impegno di carità si sono ritrovate lo scorso 27 settembre al Santuario del Sacro Cuore di Como per partecipare alla messa e a seguire, nel giardino di Casa Nazareth, per un momento di festa. Momenti semplici, ma intrisi di affetto, umanità e di quel sorriso che sempre coglievamo dalla sua bocca.

Esprimendo il “grazie” della Caritas diocesana e degli amici di Casa Nazareth, il direttore Rossano Breda ha voluto rivolgersi, all’inizio della celebrazione, a suor Maria nella sua lingua nativa: “Obrigado meu Deus”, sono le tre parole con cui ha ritmato, come una litania, il grazie per la presenza di suor Maria.
«Diciamo “grazie Signore”, “obrigado meu Deus” per la tua testimonianza di fede e di carità; perché il tuo sorriso e la tua parola generano sempre pensieri, sguardi, gesti di pace e accoglienza; perché ciascuno di noi ha raccolto nell’incontro con te il segno forte di un Dio di misericordia e tenerezza».
Tanti i volontari di Incroci presenti, ora attivi nella mensa di Casa Nazareth, ma che per anni hanno condiviso con suor Maria l’impegno nella mensa serale di via Tomaso Grossi.

Paola Zappa ha dato voce al loro “grazie”: «Alcuni di noi ti conoscono da 20 anni – ha detto a nome dell’associazione – e, insieme, abbiamo fatto vivere la mensa di via Tomaso Grossi e abbiamo offerto una cena calda, cucinata con il cuore, in un posto dignitoso, curato, ad Alessandro, Marcello, Niang, Luigi, Ahmad, Elena, al mitico Giovanni e l’elenco è infinito…
Articolo a cura di Michele Luppi tratto da Il Settimanale della Diocesi di Como.
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